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Area Neurologica

Patologie suddivise per distetti anatomici

I contenuti sono in fase di revisione e continuo aggiornamento…

Patologie dell'area

NEUROLOGICA

Le patologie di interesse di quest’area sono imputabili ad un danno permanente del sistema nervoso centrale o periferico in base alla causa scatenante ed in base alla sede interessata. Infatti, possono essere intaccate aree della corteccia cerebrale e dell’encefalo in seguito a emorragie o ictus. Inoltre, possono essere lesionati i fasci nervosi deputati al trasporto delle informazioni nervose sensitive e motorie causate da una malattia demielinizzante o degenerativa a decorso cronico e progressivo.

ADHD

(diturbo dell'apprendimento)

L’Acufene , in medicina, è un disturbo uditivo costituito da rumori (come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni ecc.) che l’orecchio percepisce come fastidiosi a tal punto da influire sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto. è classificabile come una malattia, ma è piuttosto una condizione che può derivare da una vasta pluralità di cause. Tra di esse si possono includere: danni neurologici, infezioni dell’orecchio, stress emotivo, presenza di corpi estranei nell’orecchio, allergie nasali che impediscono (o inducono) il drenaggio dei fluidi.

Dopo aver fatto i giusti accertamenti medici in modo da escludere patologie più serie,  si passa alla visita fisiatrica e alla valutazione osteopatica visto che l’insorgenza di un acufene,infatti, pur essendo abitualmente attributo a stimoli uditivi, può essere determinato anche  da stimoli non uditivi a partenza dalle regioni della testa e del collo, e in particolare dalla mandibola, con particolare riguardo all’Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) e alla masticazione: numerosi sono infatti i riscontri della frequente associazione fra gli acufeni e i Disturbi dell’ATM (Temporo Mandibular Disorders).

Alcune caratteristiche dell’acufene possono più facilmente ipotizzare un ruolo patogenetico importante dell’ATM, e orientare di conseguenza in questo senso la terapia.

 I pazienti che presentano acufeni legati all’ATM, oltre a sintomi locali che riguardano strettamente l’Articolazione (dolore, rumori di scroscio con i movimenti mandibolari, limitazione dei movimenti) possono riferire una vasta gamma di sintomi, alcuni chiaramente non legati all’orecchio, quali mal di testa, dolori facciali, dolori cervicali.

E’ frequente l’associazione fra cefalea a acufeni e la loro intensità in alcuni casi aumenta in corrispondenza delle crisi . E’ però necessario porre diagnosi differenziale fra Cefalea Primaria (Emicranica o Tensiva) e cefalea secondaria derivante dalla bocca e dalla disfunzione dell’ATM. Sono spesso, sia la cefalea tensiva che l’acufene , legati a componenti di stress psicogeno. Non va dimenticato che lo stress agisce anche sulla bocca, favorendo il serramento e il bruxismo, che porta all’insorgenza sia della cefalea che dell’acufene.

Visita SPECIALISTICA

Non necessaria

Tipologia di cure

Sedute di Medicina Fisica

Trattamento/i consigliato/i

Distrofia Muscolare

Testo che descrive la patologia..

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Tipologia di cure

Sedute di Medicina Fisica

Trattamento/i consigliato/i

Disturbi dello spettro autistico

E’ un’infiammazione della borsa mucosa che sta sopra il grande trocantere, ovvero la prominenza ossea del femore, sul quale si inseriscono diversi muscoli e legamenti. La borsa trocanterica ha funzione di ammortizzare i colpi e funge da strato intermedio tra le parti più superficiali molli (muscoli , grasso) e le parti più profonde rigide (ossa). Diverse sono le cause che possono provocare una sua infiammazione: alterazioni posturali che provocano un alterato assetto anatomico della colonna vertebrale, bacino e conseguentemente l’appoggio sulle anche e sul femore, andando ad infiammare la zona che risente di un carico sproporzionato rispetto ad un normale assetto anatomico. Inoltre, possono esserci problemi autoimmuni o infiammatori ad essere la causa dell’infiammazione della borsa trocanterica.

Visita SPECIALISTICA

Non necessaria

Tipologia di cure

Sedute di Medicina Fisica

Esiti di emorragie cerebrali traumatiche

La cefalea è una tra le più frequenti patologie del sistema nervoso. I tipi più frequenti sono la cefalea di tipo tensivo, l’emicrania, la cefalea a grappolo e le cefalee croniche. In tutta Europa la cefalea continua ad essere sottostimata, spesso rimane non diagnosticata e non trattata. In termini di fondi e ricerca, malgrado la sua alta prevalenza, la cefalea è tutt’ora trascurata. La cefalea è caratterizzata non solo da dolore ma anche da una grave disabilità. In tutto il mondo, la WHO (World Health Organization) ha stabilito che l’emicrania da sola è al 19° posto tra le causa di disabilità. Il mal di testa (o cefalea, in termini medici) è una delle patologie più frequenti del genere umano ma nonostante ciò è spesso misconosciuta dal paziente, mal diagnosticata dal medico e, conseguentemente, non debitamente curata. Spesso la cefalea genera nel paziente timori di gravi malattie. La diagnosi esatta del tipo di cefalea di cui soffre un soggetto è un essenziale per poter instaurare una terapia corretta. Pochi sanno che la diagnosi è puramente clinica. In altri termini, dopo che il paziente sia stato sottoposto ad un esame medico di tipo generale e ad un esame neurologico, solo il colloquio attento ed approfondito consentirà di ricostruire le caratteristiche specifiche di un certo tipo di cefalea.

 

Tra le cefalee primarie distinguiamo poi:

  • Emicrania
  • Cefalea muscolo-tensiva
  • Cefalea a grappolo
  • Altre cefalee

 

La cefalea colpisce in modo prevalente le donne, fino a 2-3 volte di più rispetto agli uomini; per quanto riguarda le differenze di razza si rileva che in Europa è più diffusa la cefalea di tipo tensivo, rispetto per esempio ad Asia ed Africa.

 

Emicrania
L’emicrania è un disturbo ricorrente la cui durata cade di norma nell’intervallo fra le 4 e le 72 ore (3 giorni); è più diffuso nel sesso femminile ed in genere si manifesta nell’età giovane-adulta.

I sintomi dell’emicrania sono:

  • Dolore di norma pulsante su un unico lato, che peggiora con la normale attività fisica associata ai movimenti quotidiani
  • Fastidio indotto da suoni o luce. La diagnosi di emicrania viene fatta sulla base di 5 criteri che devono essere tutti soddisfatti:   il mal di testa dura da 4 a 72 ore.

 

Si presenta con almeno 2 delle seguenti caratteristiche:

  • Presenza su un solo lato della testa
  • Dolore pulsante
  • Intensità da moderata a severa
  • Peggioramento con le normali attività di routine (chinarsi, fare le scale, fare piccoli sforzi, …)
  • Disturbo dato da luce/rumori
  • I sintomi non possono essere ricondotti ad altre malattie
  • Devono essere stati vissuti almeno 5 attacchi caratterizzati dai criteri 1 e 3

 

Cefalea di Tipo Tensivo
La cefalea di tipo tensivo, distinta in forma episodica (< 15 giorni/mese) e cronica (>15 giorni/mese), è certamente la cefalea più diffusa. Colpisce prevalentemente il sesso femminile con una insorgenza solitamente intorno ai 30 anni. E’ caratterizzata da  episodi di cefalea di durata variabile da minuti a vari giorni. Il dolore è tipicamente compressivo-costrittivo (“come una morsa, come un peso”), bilaterale (spesso con distribuzione a “fascia” o a “casco”) Sia la forma episodica  che la forma cronica possono essere associate o meno a contrazione muscolare dei muscoli pericranici, evidenziabile da una aumentata dolorabilità con manovre o strumenti specifici. Numerosi fattori organici o funzionali  possono condizionare la comparsa della cefalea di tipo tensivo quali fattori psicogeni, osteoarticolari, muscolari, masticatori, nonchè l’abuso di farmaci. I fattori scatenanti più frequenti sono la tensione nervosa, lo stress, l’affaticamento mentale. Pertanto gli individui maggiormente a rischio risultano essere coloro (studenti, insegnanti, addetti al computer, sarti, ecc.) costretti al mantenimento di particolari posizioni corporee e con simultaneo impegno mentale. La cefalea di tipo tensivo può associarsi frequentemente all’emicrania, configurando il quadro di emicrania con cefalea intervallare. Tale evenienza si verifica per lo più in pazienti con emicrania senza aura con lunga storia di malattia, alta frequenza di attacchi e tendenza all’abuso di analgesici.

Visita SPECIALISTICA

Non necessaria

Tipologia di cure

Sedute di Medicina Fisica

Trattamento/i consigliato/i

Esiti di ictus

L’ictus cerebrale è un evento causato dall’ostruzione o dalla rottura di un vaso sanguigno nel cervello che causa ingenti danni alle cellule cerebrali dovuti alla mancanza di ossigeno o alla compressione provocata dall’emorragia.

La caratteristica principale dell’ictus è la comparsa improvvisa di parestesie o mancanza di forza ad un emilato o ad un arto, possono comparire anche disturbi del linguaggio e della vista, disfagie e problemi cognitivi.

In Italia l’ictus è la terza causa di morte e la prima causa assoluta di disabilità; l’incidenza è direttamente proporzionale all’età, è bassa fino ai 40 anni e poi aumenta gradualmente raggiungendo il picco dopo i 70.

La fisioterapia post ictus è mirata a potenziare il più possibile le capacità residue del paziente e renderlo più autonomo possibile per garantirgli la migliore qualità di vita possibile.

Visita SPECIALISTICA

Non necessaria

Tipologia di cure

Sedute di Medicina Fisica

Trattamento/i consigliato/i

Parkinson

(e parkinsionismi)

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta e progressiva, che coinvolge principalmente il controllo dei movimenti e dell’equilibrio.

I principali sintomi motori della malattia di Parkinson sono il tremore a riposo, la rigidità, la bradicinesia (lentezza dei movimenti automatici) e, in una fase più avanzata, l’instabilità posturale (perdita di equilibrio).

In questa patologia, la riabilitazione è intesa per ottenere un costante e sistematico riallenamento al movimento, combattendo i sintomi presenti e rallentando sempre più il decorso della patologia.

Visita SPECIALISTICA

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Tipologia di cure

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Trattamento/i consigliato/i

PCI

Paralisi Cerebrali Infantili

Crampi muscolari : Un crampo muscolare è una contrazione transitoria, improvvisa e involontaria di un muscolo o di un gruppo di muscoli che può provocare dolore e rendere temporaneamente impossibile l’utilizzo del muscolo interessato. Spesso insorge dopo un’attività fisica intensa, ma non infrequente è la manifestazione di crampi a riposo, che possono colpire anche durante il sonno per carenze alimentari.

 

La maggior parte delle volte alla base dei crampi muscolari c’è una delle seguenti condizioni:

  • Lunghi periodi di esercizio o lavoro fisico, soprattutto durante la stagione calda
  • Disidratazione
  • Mantenimento di una posizione per un periodo troppo lungo di tempo
  • Assunzione di alcuni farmaci, come i diuretici

 

I crampi muscolari possono però anche essere segno della presenza di diverse patologie, anche gravi:

  • Restringimento delle arterie che forniscono sangue alle gambe (aterosclerosi periferica).
  • Compressione dei nervi nella colonna vertebrale a livello lombare
  • Malattie che interessano il sistema muscolare
  • Malattie neurologiche (malattia di Charcot)

Squilibri metabolici legati alla mancanza nell’organismo dei giusti livelli di potassio, calcio e magnesio

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Sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una patologia infiammatoria demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale. La perdita della mielina prova un rallentamento di conduzione degli impulsi da parte dei nervi; la causa è ancora sconosciuta.

I sintomi possono essere lievi come l’intorpidimento degli arti oppure più gravi come a perdita della vista; il progresso e la gravità dei sintomi di questa patologia non è prevedibile e varia da persona a persona.

In ogni caso è una patologia degenerativa che tende a peggiorare fino a limitare gravemente la vita di chi ne è afflitto.

Non esistendo una cura efficace, la fisioterapia è l’unico strumento a disposizione per rallentare il più possibile il decorso della patologia.

Visita SPECIALISTICA

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Tipologia di cure

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Trattamento/i consigliato/i

SLA

Sclerosi Laterale Amiotrofica

La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), è una malattia neurodegenerativa progressiva dell’età adulta che conduce alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere quelli respiratori.

La SLA colpisce solitamente persone di età compresa tra i 40 e i 70 anni e si stima che in Italia siano presenti più di 6000 persone affette da questa patologia.

L’aspettativa di vita dopo la diagnosi è in media di 3-5 anni anche se qualche paziente vive anche più di dieci anni dopo la diagnosi.

La fisioterapia è utile per mantenere le capacità motorie il più a lungo possibile e successivamente evitare i danni che l’immobilizzazione provoca al corpo.

Visita SPECIALISTICA

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Tipologia di cure

Sedute di Medicina Fisica

Trattamento/i consigliato/i

TIA

Ischemia Transitoria

Dito a scatto o anche definito tenosinovite stenosante, interessa i tendini dei muscoli flessori della mano e delle dita. L’infiammazione coinvolge la guaina sinoviale che avvolge i tendini, provocandone ispessimento e dolore nella zona interessata, talvolta anche con la formazione di un piccolo nodulo.

La causa dell’instaurarsi di tale condizione è da ricercarsi in microtraumi ripetuti, sovraccarico funzionale, patologie infiammatorie autoimmuni come gotta, artrite reumatoide. I sintomi che ne conseguono sono dolore, blocco del movimento, impotenza funzionale.

L’obiettivo del trattamento per il dito a scatto è eliminare il dolore e l’infiammazione, eliminare il piccolo nodulo che si crea sulla guaina alla base del dito, migliorare l’articolarità e rendere funzionale l’uso della mano e delle dita.

Visita SPECIALISTICA

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Tipologia di cure

Sedute di Medicina Fisica

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