.Dolore al collo parte destra e sinistra: cause e rimedi
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Dolore al collo

Il collo è il ponte tra testa, nuca e resto del corpo. Si trova tra la mandibola e la clavicola e contiene numerosi organi e tessuti con struttura e funzione essenziali per la normale fisiologia. Le strutture contenute all’interno del collo sono responsabili della respirazione, della conversazione, della deglutizione, della regolazione del metabolismo, del supporto e della connessione con il cervello, del rachide cervicale e dell’afflusso e del deflusso circolatorio e linfatico della testa. 

I principali vasi sanguigni del collo sono confinati all’interno della guaina carotidea e sono l’arteria carotide comune, l’arteria carotide interna e la vena giugulare interna. 

Il collo ospita anche una moltitudine di strutture del sistema nervoso. 

Mal di collo 

Il dolore al collo è definito dalla IASP, Associazione internazionale per lo studio del dolore, come un “dolore percepito ovunque nella regione posteriore della colonna cervicale, dalla linea nucale superiore al primo processo spinoso toracico”. 

La TBJD, Task Force della Bone and Joint Decade, descrive il dolore al collo come un “dolore localizzato nella regione anatomica del collo con o senza irradiazioni lungo la testa, il tronco e gli arti superiori” e dà 4 classificazioni in gradi: 

  • Grado 1: nessun segno di patologia grave e nessuna o minima interferenza con le attività quotidiane;
  • Grado 2: nessun segno di patologia grave; può avere un impatto sulle attività quotidiane;
  • Grado 3: cioè dolore al collo con segni o sintomi neurologici, di compressione radicolare;
  • grado 4: dolore al collo con patologia maggiore (ad es. frattura, mielopatia, neoplasia, infezione spinale). 

Dolore al collo – incidenza e prevalenza

Il dolore al collo è una lamentela comune nella popolazione, con un impatto considerevole sugli individui e le loro famiglie, comunità, sistemi sanitari e imprese. 

L’incidenza stimata a 1 anno di dolore al collo varia tra il 10,4 e il 21,3% e la prevalenza complessiva del dolore al collo nella popolazione generale può arrivare fino all’86,8%. 

Dolore al collo – cause

Le cause di dolore al collo possono essere condizioni gravi come patologie neurologiche, infezioni, neoplasie e fratture del rachide cervicale, patologie con coinvolgimento cardiaco, insufficienza arteriosa, insufficienza legamentosa cervicale superiore oppure può essere idiopatico (dolore al collo senza causa conosciuta). Come approccio diagnostico del dolore al collo si raccomanda un approccio simile a quello usto per la diagnosi del mal di schiena. 

Mal di collo – fattori di rischio 

Tra i fattori di rischio per il dolore cronico al collo bisogna considerare l’età superiore ai 40 anni, una coesistente lombalgia, una lunga storia di dolore al collo, il ciclismo, la perdita di forza nelle mani, la scarsa qualità della vita, l’ansia, la depressione.

I fattori di rischio di dolore acuto al collo ritroviamo il sesso femminile (Le donne sembrano riportare più dolore muscoloscheletrico rispetto agli uomini, ed è stato suggerito che questo si basa su diversi meccanismi fisiologici per la percezione del dolore tra i sessi), l’età avanzata, elevate richieste di lavoro, essere ex fumatore, basso supporto sociale o lavorativo e storia di disturbi cervicali o alla colonna lombare. 

Tra i fattori di rischio rientra il lavoro in cui il collo assume una postura piegata in avanti per un tempo prolungato e fare movimenti ripetitivi. Inoltre, l’uso crescente delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha portato ad un aumento del tempo trascorso a inviare messaggi di testo sui telefoni cellulari o utilizzando il computer, che potrebbe avere un impatto a lungo termine sul dolore al collo, potenzialmente a causa di periodi prolungati di flessione del collo. 

La flessione del collo prolungata può facilitare la postura della testa piegata davanti che si riferisce alla postura della testa rispetto alla spalla. Questo è il difetto posturale più comune nel piano sagittale che si trova, con diversi livelli di gravità, in quasi tutte le popolazioni. Una maggiore postura della testa in avanti è stata associata a maggiori deficit nella gamma di movimento cervicale, in particolare nella rotazione e nella flessione del collo. Inoltre, la postura della testa in avanti sembra avere un impatto negativo sul controllo dell’equilibrio statico negli adulti asintomatici. 

Si può avere dolore al collo sul lato destro e dolore al collo nella parte sinistra.

Esame e misure di menomazione fisica

Durante la valutazione di un paziente con dolore o fastidio al collo è importante valutare la menomazione della funzione corporea, monitorare i cambiamenti nel tempo. Bisogna discriminare se il dolore al collo è correlato a deficit di mobilità attiva o passiva, eseguendo anche il test di flessione e rotazione cervicale e il test di mobilità segmentale cervicale e toracica; se il dolore al collo è correlato a mal di testa e se il dolore al collo si irradia sono indicati i test neurodinamici, i test di Spurling e i test di distrazione e i test di Valsalva; se il dolore al collo è correlato a disturbi della coordinazione bisogna includere i test di flessione cervicale e la resistenza muscolare. 

Diagnosi/classificazione 

In base alle limitazioni di movimento nelle regioni cervicale e toracica superiore, la presenza di cefalea cervicogenica, la storia di traumi e il dolore riferito o irradiato a un arto superiore si può classificare il dolore al collo come segue: 

  1. dolore al collo con deficit di mobilità 
  2. dolore al collo con disturbi della coordinazione (incluso il disturbo associato al colpo di frusta)
  3. dolore al collo con mal di testa (cefalea cervicogenica)
  4. dolore al collo irradiato (radicolare)

Mal di collo – rimedi

Le linee guida di alta qualità raccomandano costantemente le seguenti opzioni di trattamento basate sull’evidenza: 

  1. Educazione del paziente a:
    • tornare al più presto alle normali attività pre-incidenti non provocatorie;
    • ridurre al minimo l’uso di un collare cervicale;
    • eseguire esercizi posturali e di mobilità per ridurre il dolore e aumentare il ROM;
    • rassicurare il paziente che il recupero dovrebbe avvenire entro i primi 2 o 3 mesi.
  2. terapia manuale in combinazione con altri trattamenti;
  3. programma di esercizio terapeutico;
  4. analgesici orali e farmaci topici;
  5. terapie psicologiche o trattamento multidisciplinare per specifici sottogruppi di pazienti. 

Le linee guida sul dolore al collo includono l’uso di antidolorifici come paracetamolo, FANS (solo per il dolore acuto), oppioidi (solo per il dolore acuto) e farmaci antidolorifici neuropatici. 

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Alessandra Intorre

Fisioterapista laureata presso il Campus Biomedico di Roma nel 2021.
Studentessa del Master in Fisioterapia Muscolescheletrica e Reumatologica di Tor Vergata.