La cefalea è un disturbo molto diffuso che colpisce prevalentemente le persone adulte in larga parte donne.

I sintomi più comuni sono la sensazione di tensione e rigidità al collo e mal di testa; questi possono presentarsi unilateralmente o bilateralmente, possono essere provocati da movimenti della testa o da attività fisica oppure possono comparire spontaneamente.

Gli attacchi possono durare pochi minuti o protrarsi più a lungo e possono essere associati a fotofobia, fonofobia, nausea e vomito.

L’impatto sociale di questo disturbo è notevole; si stima infatti che sia la causa di un elevato numero di giornate perse nel lavoro, nelle attività domestiche, nelle attività sociali e di svago.

Secondo i criteri di classificazione IHS (International Headache society), le cefalee si suddividono in Primarie e Secondarie.

Le cefalee primarie sono:

  • L’emicrania, Caratterizzata da almeno 5 attacchi che durano dalle 4 alle 72 ore, il dolore è unilaterale e pulsante e si aggrava con l’attività fisica. Possono essere presenti nausea, vomito, fonofobia o fotofobia;
  • La cefalea muscolo-tensiva, Caratterizzata da almeno 10 attacchi annuali che durino dai 30 minuti a 7 giorni. Il dolore è bilaterale, a morsa e non si aggrava con l’attività fisica;
  • La cefalea a grappolo, Caratterizzata da almeno 5 attacchi di durata tra i 15 e i 180 minuti. Il dolore è molto severo, unilaterale orbitale e sopra-orbitale (associato a lacrimazione, congestione nasale, edema palpebrale, sudorazione frontale, miosi, ptosi e un senso di agitazione generale). Solitamente si presentano dai 2 agli 8 attacchi giorno.

Le cefalee secondarie sono provocate da altri disturbi o patologie:

  • La cefalea cervicogenica, deve presentare evidenza clinica o diagnosi per immagini di un disordine al rachide cervicale che venga riconosciuto causa della cefalea. Ci deve essere una relazione temporale tra la comparsa della cefalea e del disordine cervicale;
  • Altri tipi di cefalee (disturbi ATM; causata da colpo di frusta, di origine miofaciale).

È importante comprendere che difficilmente si avrà un solo tipo di cefalea; infatti la maggior parte dei pazienti (più del 50%) presenta quadri misti che possono portare il clinico inesperto a sbagliare la diagnosi e quindi anche il trattamento.

Non tutte le cefalee sono di competenza fisioterapica, per questo la valutazione dello specialista è fondamentale e deve indagare quanto i problemi muscoloscheletrici incidano sul disturbo al fine di orientare correttamente il trattamento e la gestione multidisciplinare del paziente.

Non è sempre possibile garantire la completa risoluzione del disturbo a causa della sua eziologia multifattoriale.

Quando non vengono trattati, questi disturbi hanno una prognosi negativa e possono protrarsi per anni interi fino a diventare cronici.

Il trattamento deve essere multimodale e comprendere terapia farmacologica, informazione ed educazione del paziente sul proprio disturbo e la terapia manuale.

 

Il nostro fisiatra può aiutarti ed indirizzarti in questo percorso.

 

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