Dal greco βρύχω, brùcho, «digrignare , quando si parla di bruxismo, si indica appunto il digrignamento dei denti, sfregamento dei denti, dovuto dalla contrazione della muscolatura masticatoria. Generalmente questo evento si verifica di notte, in maniera del tutto involontaria. Spesso accade durante il sonno e colui che si accorge della problematica è chi sta vicino alla persona che bruxa, poichè è molto fastidioso e rumoroso. Durante il riposo notturno il bruxismo, in base a quanto emerge dal tracciato dell’encefalogramma, si presenta nella seconda fase del sonno, molto meno frequentemente nella fase R.E.M. anche se non è da escludere.

Come faccio a capire se soffro di bruxismo ?
A volte può capitare che al risveglio chi ne soffre accusi una cefalea oppure avverta una sensazione di dolore tra mandibola e denti, e specialmente questi ultimi nel tempo subiscono un progressivo consumo legato proprio al fenomeno dello sfregamento inconsapevole, fino a giungere a casi estremi e ben più gravi in cui l’osso alveolare si usura provocando anche problematiche serie alle gengive. Trattandosi di una manifestazione involontaria, è il dentista che di solito mette al corrente il paziente di questo suo disturbo.
Esistono diverse classificazioni di questo comune fenomeno, quella più basica riguarda la suddivisione tra bruxismo primario: è provocato da tensioni o stress, ma generalmente si verifica senza l’evidenza di cause apparenti;
bruxismo secondario: è dovuto dall’assunzione di antipsicotici, farmaci antidepressivi oppure droghe, e reitera il fenomeno anche quando l’interessato è sveglio.
Un’altra classificazione valida è quella che distingue fra serramento o bruxismo statico, caratterizzato da contrazioni inconsce che si presentano generalmente durante il giorno, e digrignamento o bruxismo dinamico, che è appunto tipico delle ore notturne.
Il bruxismo è spesso una patologia sottovalutata, se trascurato e ignorato a lungo termine può provocare un’eccessiva sensibilità al caldo e al freddo con conseguente emicrania e cefalea, nei casi più gravi può determinare la rottura o addirittura la caduta dei denti.
Questo fenomeno è piuttosto diffuso, sembra che circa il 5-20% della popolazione ne sia affetta e può colpire persone di tutte le età e razze.

Altre cause scatenanti possono essere:
Postura scorretta ;
Problemi tratto della colonna cervicale;
Tensioni alla muscolatura del collo;
Problematica occlusale (in questo specifico caso è fondamentale la collaborazione odontoiatrica);
Mancanza di elementi dentali (in questo specifico caso è fondamentale la collaborazione odontoiatrica).

Come combattere il bruxismo ?
Visto le molteplici situazioni che possono scatenare questo tipo di disturbo , sicuramente il miglior approccio è quello multidisciplinare. Il nostro Team è composto dal Medico odontoiatra che si occuperà di determinare e intervenire nel caso di problematiche occlusali e mancanza di elementi dentali ,quale strada intraprendere e quale tipo di supporto (bite) utilizzare.

Il bite attualmente è uno dei sistemi più usati nel bruxismo. Ne esistono di diversi tipi (superiore, inferiore, morbido, rigido) e possono aiutare enormemente la persona. Principalmente il loro uso è a scopo di protezione dei denti e di scarico delle tensioni dei muscoli masticatori e del collo. La seconda figura è il Medico Fisiatra che dopo valutazione può decidere se somministrare o meno farmaci/integratori che possono aiutare il pz ad affrontare le prime fasi della fase acuta;
La terza figura è Il Fisioterapista/Osteopata che si occuperà di trattare il pz nella sua totalità andando a sopprimere le eventuali tensioni sia cranio-mandibolari , strutturali (rachide in toto) , muscolari, attraverso l’utilizzo di diverse tecniche manuali , il tutto coadiuvato dalla terza figura del nostro team che è il Fisioterapista specializzato RPG(rieducazione posturale globale Souchard) che grazie all’utilizzo di determinate posture e tecniche respiratorie mira a correggere e a mantenere nel tempo un corretto allungamento muscolare e mobilità delle strutture in modo da prevenire recidive posturali.
È bene ricordare, tuttavia, che il trattamento manuale non può più di tanto interferire sull’aspetto psichico del soggetto in caso di bruxismo, ma solo su quello fisico. Quindi è opportuno se il pz conduce una vita estremamente movimentata e ricca di fattori stressogeni, impegnarsi a modificare lo stile di vita, cercando di limitare il più possibile l’esposizione a fonti di stress emotivo.

Condividi questo articolo:
0 Comments

Leave a reply

Log in with your credentials

Forgot your details?